Se non fosse sufficiente come stimolo per andare a votare al referendum del 12 e 13 giugno la considerazione dell'importanza dei temi sui quali siamo chiamati a pronunciarci, dopo i risultati di questa prima tornata delle elezioni amministrative, dai cui risultati appare evidente che il declino di Berlusconi e di questo centrodestra è ormai inesorabile, un argomento decisivo a favore del voto è dato dal fatto che è l'occasione per dare la spallata finale a questo governo degli 'ir-responsabili'. E ciò per una ragione molto semplice da comprendere: una partecipazione massiccia alla consultazione referendaria, con il raggiungimento del quorum, la sicura bocciatura delle politiche della maggioranza su acqua, energia e giustizia, nonostante gli sforzi profusi..nel tentare di impedire, limitare, oscurare il voto, significherebbe sopra ogni dubbio che il Paese ha voglia di cambiare, davvero, e che si deve andare a nuove elezioni, se non si trova in Parlamento una maggioranza alternativa.
Non mi sembra qui il caso di analizzare i singoli quesiti se non per larghissime linee. Permettetemi di farlo con un modestissimo commento personale. Senza acqua si muore, il nostro corpo è composto in larghissima parte da acqua, non voglio che sia un privato animato da interessi di lucro a decidere quanto mi costa vivere. Sul nucleare capisco le preoccupazioni di chi mette al centro del dibattito la politica energetica del Paese, ma le soluzioni apparentemente semplici non sono mai quelle giuste: il nucleare è rischiosissimo per l'incolumità di tutti e non è sicuro, come dimostrato anche dagli ultimi eventi in Giappone. Io non amo mettere in pericolo la vita mia e di chi mi sta accanto, e voi? E per finire, sul legittimo impedimento, da aspirante giurista e da amante dell'etica nella politica, mi si dice che chi governa debba essere al di sopra della legge, io rispondo che è vero il contrario; chi governa deve sottostare ancora di più al diritto ed essere al di sopra di ogni sospetto, naturalmente nel quadro di istituzioni 'sane', quali le nostre, appunto, sono. Se volete confrontarvi sul tema, siamo disponibili a contribuire a chiarire i vostri dubbi, anche facendovi parlare con persone qualificate, così come in queste ultime settimane nelle piazze della nostra Riviera Jonica. Vi prego solo di non fare un errore, cioè quello di sottovalutare questo voto. La Storia pretende che il Popolo stavolta si esprima in massa. Ma la massa siamo Noi a farla, presi ad Uno a Uno. Quindi, 4 sì per dire no alla privatizzazione dell'acqua, al nucleare ed alla disuguaglianza nel trattamento di fronte alla legge, torniamo protagonisti del nostro futuro.





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